Anna Galli – “Sebastian” – Racconto 4 collegato a “Comete” di Paolo Naldini – Ramo “Carmen” iniziato da Paolo Naldini

Etienne

location: Trattoria Coco’s, Via Bernardino Galliari 27c

Ho fame”, dice Viv, “dove andiamo a mangiare?”

Fame? A quest’ora? Parola, quella ragazza ha qualcosa di storto, penso.

Non puoi avere fame adesso. È soltanto mezzogiorno”, fa Ahmed.

Io vado a mangiare. Chi vuole venire, viene. Altrimenti restate qui ad attaccare etichette in catena di montaggio”.

Si volta e va davvero, con Etienne e Xavier automaticamente dietro, come un corpo solo attaccato al suo. Una setta di cospiratori privati. Mi ci vuole meno di mezzo secondo per sapere come andrà a finire.

Sebastian, andiamo.”

Andiamo dove.” Va bene che Ahmed è amico mio, ma non può sempre fare quello che lei vuole. E soprattutto, non mi gira giusto che mi coinvolga. C’è già troppa folla in questo triangolo, che ormai sta diventando un quadrato, e se ci mettiamo anche me più Françoise morto, facciamo addirittura un esagono.

Non parlare e muoviti.”

Cazzo, Ahmed”. Ma lui ha già lasciato perdere le cassette, questione archiviata, e si avvia dietro Viv e i francesi. Dalla strada che prendiamo calcolo che stiamo andando da Coco’s, perché Horas a quest’ora è già pieno di studenti, troppo casino, e non è buono che ci vedano girare lì di giorno. E poi da Coco’s si spende poco e si mangia bene, niente domande, la gente si conosce e si fa i fatti suoi. Etienne e Xavier stanno a guardia di Viv, uno da una parte uno dall’altra, come angeli, come ali; e Ahmed, lo vedo anche da dieci passi di distanza che sta morendo dentro. Ma è una morte eroica, parola, perché se una tipa mi facesse quello che Viv fa a lui, l’avrei già lasciata a dimenticarsi da sola nella polvere della strada. Parola. Invece lui no, non ce la fa. A volte lo guardo e penso che invece di morire sembra che bruci, e bruci di un fuoco che non si lascia consumare mai. Un fuoco che se anche prima o poi finisce, non te ne accorgi, perché è come quella cosa delle stelle: le guardiamo da troppo lontano per capire che sono già morte da miliardi di secoli. Credo sia per questo che mi ha fatto cercare la data della prossima cometa. Lui vede qualcosa di molto lontano, che sfugge.

Coco’s ha un ingresso con la porta a vetri che non riesco mai a beccare. Mi si confonde con la vetrina accanto, e ogni volta devo tornare indietro. Ma oggi non c’è rischio di sbagliare: perché proprio sulla porta c’è un cane nero grande quanto un cavallo, parcheggiato lì da qualcuno, e ci guarda arrivare con l’aria di uno che sa molti fatti che noi non sappiamo ancora. Mia nonna diceva sempre che se un cane ti fissa, attento, sta per succederti qualcosa. Solo che noi siamo in cinque, il cane non si capisce bene chi guardi, e siamo già tutti nervosi come dentro una pentola a pressione, anche se da fuori non si vede. Parola.

Beau, petit chien, beau”. Etienne si allunga ad accarezzargli la testa, il cane socchiude gli occhi. E quando li riapre, cazzo, credo proprio che stia fissando me.

<continua> vai al racconto che prosegue questa trama…

2 Responses to “Anna Galli – “Sebastian” – Racconto 4 collegato a “Comete” di Paolo Naldini – Ramo “Carmen” iniziato da Paolo Naldini”

  1. [...] Da questo Root: Branch #1.1 (Anna), Branch #1.1.1 (Danilo), Branch #1.2 (Alessandra) [...]

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